Conviene sposarsi o convivere?

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Sposarsi conviene ancora? O dal punto di vista economico e fiscale conviene convivere?

Meglio sposarsi o convivere? Cos’è più conveniente dal punto di vista economico? E’ una domanda che si fanno in tanti, soprattutto i più giovani, e diciamo subito che non c’è una risposta semplice. Ci sono varie leggi infatti che tutelano una parte (le persone sposate) o l’altra (le persone non sposate), dunque in alcuni casi il matrimonio conviene e in altri no. Ma andiamo con ordine.

Se prendiamo l’ISEE, cioè l’indicatore della situazione economica equivalente, allora forse sposarsi non conviene. Infatti si calcola in base alla composizione del nucleo familiare, quello che all’anagrafe risulta residente nella stessa casa. Se avete figli e siete sposati il calcolo dell’ISEE viene fatto calcolando i redditi di entrambi i genitori. Se invece avete figli ma non siete sposati, e risultate non conviventi (anche se magari lo siete), non si calcolano entrambi i redditi, perché uno dei due genitori non rientra nel nucleo. In questo caso, sembra strano ma è così, il matrimonio risulta pesare di più a livello fiscale. Conviene non essere sposati.

Un altro esempio? Prendiamo le detrazioni Irpef per i figli a carico. Le leggi ogni tanto cambiano, ma la situazione attuale è più o meno sempre questa. Le detrazioni IRPEF variano in base al reddito: reddito basso, maggiore detrazione. Ma come viene calcolata?

L’Agenzia delle Entrate stabilisce la detrazione controllando la dichiarazione dei redditi nella quale uno dei due coniugi deve indicare il codice fiscale dell’altro coniuge. Dai controlli risulta facile stabilire se marito e moglie stanno usufruendo in modo corretto delle detrazioni per i figli a carico. Le coppie non sposate invece non devono indicare il codice fiscale dell’altro genitore. Di conseguenza possono avere detrazioni più alte, anche se, di fatto, sono in una situazione identica a quella di una coppia sposata. Casi simili anche per le esenzioni del ticket o per gli assegni al nucleo familiare. Ma anche per asilo, case popolari, sostegno all’affitto. Insomma, tutte quelle situazioni dove conviene dichiarare uno stipendio e non due.

In generale dunque, sebbene ci siano anche dei vantaggi per le coppie sposate rispetto a quelle non sposate, in molti casi, soprattutto se avete figli o li avrete in futuro, il matrimonio può risultare più svantaggioso.

Nel ragionamento “conviene o non conviene” c’è poi da considerare anche il primo passo, ovvero l’atto stesso di sposarsi, il matrimonio vero e proprio. Oggi c’è una contro-tendenza per cui si tende a farli sempre più economici, più “easy”, più semplici, con meno invitati e meno sfarzo. Dipende anche dalla propria cultura e tradizione – ad esempio al Sud, tendenzialmente, si cerca sempre di fare un grande matrimonio, anche quando le tasche suono vuote – ma generalmente la convenienza è ridimensionata rispetto al passato.

Prima il matrimonio era l’occasione per una coppia di giovani di ricevere molti soldi, regali, elettrodomestici e a volte perfino automobili e case. Molte coppie erano attirare da questo aiuto che parenti e amici davano a chi decideva di unirsi in matrimonio. Oggi le cose sono un po’ cambiate, meno soldi, regali più piccoli, tutto ridimensionato. La verità è che è inutile fare i conti: se vi volete sposare perché credete nel matrimonio, lo farete comunque, anche senza la consulenza di un commercialista.

 Vedi anche: Perche si dice senza soldi non si canta messa

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