Telelavoro: è possibile lavorare da casa senza fregature?

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Da anni è una delle promesse possibili grazie alle nuove tecnologie: lavorare da casa, smettere di essere pendolari. E’ il telelavoro. Ma tra gli annunci italiani quelli che offrono un lavoro serio sono vicini allo zero e nel nostro Paese il telelavoro sembra ancora un miraggio lontano.

Cominciamo con una premessa d’obbligo: per telelavoro non s’intende il lavoro che può trovarsi sul web. Il telelavoro è un concetto sicuramente recente che nasce di pari passo con l’evoluzione della tecnologia informatica e che in sostanza vuol dire lavorare da casa o da qualsiasi altra parte, senza quindi la necessità di spostarsi per andare in ufficio o azienda e senza avere un orario di entrata e uscita, avvalendosi degli strumenti messi a disposizione dalla moderna tecnologia, in particolare il web. La sua accezione americana “telecommute”, cioè telependolarismo, rende meglio l’idea: sostituire lo spostamento fisico della persona, con il trasferimento telematico del lavoro. In sostanza liberare il lavoro dai vincoli spaziali e temporali.

I vantaggi del telelavoro: più tempo libero, meno traffico e inquinamento

Se praticato su larga scala, il telelavoro, avrebbe un ritorno notevolmente positivo in termini economici, di tempo libero, d’inquinamento. I vantaggi nel dettaglio sarebbero: decongestionamento del traffico nei centri urbani nelle ore di punta, abbattimento dei costi energetici per i trasporti, abbattimento dell’inquinamento. Inoltre darebbe maggiore libertà di movimento al lavoratore dandogli, a meno di accordi prestabiliti con il datore di lavoro, la possibilità di autogestire il suo tempo lavoro, azzerare il tempo degli spostamenti guadagnando maggior tempo libero per se stesso.

In Italia, secondo gli ultimi dati, solo 1,57% di chi ha un impiego, lo svolge fuori dal proprio ufficio. La media europea è dell’1,96%, leggermente più alta. Il divario aumenta se si comprendono nel computo anche i lavoratori autonomi e parasubordinati, nonché i telelavoratori “occasionali”, la percentuale sale al 3,59% contro la media europea del 6%.

Ma anche qualche svantaggio…

Secondo alcuni ci sarebbero i seguenti svantaggi: la mancanza di contatto umano, l’impossibilità di confronto con altri su tematiche relative al lavoro e in ultimo l’impossibilità di crearsi una “love story” sul posto di lavoro, magari tradendo il proprio partner abituale.

Le offerte di telelavoro sul Web: solo fregature?

Uno degli strumenti che, più di altri, ha reso possibile il telelavoro è internet e il web pullula di offerte di lavoro da svolgere a casa. La maggior parte dei siti che abbiamo incontrato in questa piccola indagine e che fanno riferimento al telelavoro, come “www.telelavorando.it” hanno cambiato natura mantenendo il vecchio nome o rimandano a siti con annunci scaduti come  “www.annuncitelelavoro.com”, oppure non sono più aggiornati da alcuni anni o hanno a che fare con il multi-level marketing, cioè le catene piramidali di servizi o prodotti che vanno prima acquistati poi rivenduti ad altri che a loro volta debbono vendere.

Oppure, ancora peggio, sono “annunci esca” di casinò on line che promettono guadagni stratosferici e portano a esempio la storia di una ragazza di nome Lea che “confidenzialmente” vi racconta come guadagna almeno 500 euro al giorno.

Pochissime volte, ma veramente poche, s’incontrano proposte di lavoro da parte di aziende che affidano incarichi retribuiti che si possono svolgere da casa. Nella grande maggioranza dei casi comunque, non si tratta di un lavoro dipendente ma di collaborazioni riservate a liberi professionisti per esempio, grafici, webdesigner, webmaster, programmatori, traduttori o altro tipo di professioni che prevedono competenze ben specifiche.

In conclusione, le proposte serie se esistono sono ben nascoste, quindi fate molta attenzione, il 99% di quelle incontrate sono fregature.

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