Aprire un affittacamere: i 5 passi per cominciare

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L’affittacamere comporta poca burocrazia e poche spese, ma è a tutti gli effetti una piccola impresa. Per cui prima di aprire bisogna pianificare e seguire alcuni passi per cominciare.

Come aprire un affittacamere? L’affittacamere consiste nell’affittare un appartamento o una casa a uso turistico. Specialmente se siete nelle zone giuste (ovvero aree turistiche o grosse città) si rivela una buona mossa perché porta buoni guadagni, poche spese e uno sforzo burocratico inferiore ad altre opzioni. E’ sufficiente che sia un edificio di proprietà o in locazione, e che rispetti i requisiti richiesti dalla legge per le strutture ricettive extra alberghiere. Ma la legge non è tutto. Per aprire un affittacamere e guadagnarci bisogna seguire degli step obbligati. Ecco i 5 passi per cominciare la vostra attività come affittacamere.

Primo passo: controllare se la vostra struttura è adatta

Non solo dal punto di vista legale, ma anche pratico. E’ un appartamento o una casa adatto a ospitare persone sempre diverse? Nessun problema con le utenze? Con i vicini? Per la legge una struttura rientra nella categoria affittacamere semplicemente se ha “non più di sei camere, ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile, nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari”.

Vedi anche: Meglio Bed & Breakfast o affittacamere? Quali sono le differenze?

Secondo passo: capire che tipo di clientela si può avere

Non date per scontato che basti avviare l’attività per avere le camere sempre piene. Cercate di capire chi può essere il vostro cliente ideale. Ad esempio molte strutture in prossimità di un ospedale hanno una clientela stabile tutto l’anno, di solito famiglie dei pazienti ricoverati o il personale ospedaliero. Siete anche in una zona turistica? C’è qualche grossa industria vicino al vostro appartamento? Sapere prima di aprire che tipo di clientela avrete è fondamentale per capire come muoversi.

Terzo passo: chiedere tutti i permessi

Siccome non tutto si ottiene immediatamente (siamo in Italia) è meglio a questo punto chiedere i permessi che vi mancano. Ad esempio dovete aprire la partita iva entro un mese dall’inizio dell’attività, quindi tanto vale farlo prima. Dovrete fornire la Segnalazione Certificata di Inizio Attività al Comune, dove indicate anche la disposizione dell’appartamento (numero letti, numero bagni). Chiedete inoltre una consulenza al vostro commercialista sugli aspetti legali e fiscali. Tutto questo meglio farlo prima di cominciare l’attività.

Quarto passo: fare il conto delle spese, pianificare

Come affittacamere siete obbligati a fornire i posti letto, i bagni, il cambio della biancheria, la fornitura di acqua ed energia elettrica. Questi sono costi. Dunque, anche per fare i prezzi, fate i calcoli delle spese. A questo aggiungete eventuali mobili da acquistare, piccoli ritocchi per l’interno dell’appartamento, tutto quello che vi viene in mente. Una volta che sapete quanto avete speso e avete pianificato anche le spese future di manutenzione, saprete entro quanto tempo avrete il cosiddetto “ritorno dell’investimento”, cioè quando inizierete a guadagnare davvero.

Quinto passo: pubblicità e avanti tutta

Fatto questo, siete pronti. A questo punto però bisogna che i clienti arrivino davvero. Potete fare pubblicità sui giornali locali, mettere annunci pubblici, iscrivervi ai siti online (dalle bacheche di annunci come Subito fino a quelli più specifici sul turismo) e puntare anche sul passaparola. Molte strutture poi sono convenzionate con enti o, come nell’esempio precedente, ospedali o fabbriche, per cui hanno un flusso costante di clienti senza dover nemmeno fare pubblicità.

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